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Giovedì, 05 Settembre 2013 00:00

Il passaggio generazionale nelle PMI

È noto che in Italia l'impresa è prevalentemente di dimensioni medio piccole.

L'Istat ha rilevato nel 2007 che le imprese attive nell'industria e nei servizi erano poco meno di 4,5 milioni e occupavano, complessivamente, circa 17,6 milioni di addetti. La prevalenza di micro imprese nel sistema produttivo italiano è confermata dal fatto che oltre 4 milioni di imprese con meno di 10 addetti, rappresentanti il 95% del totale, occupano il 46% degli addetti.

La dimensione di queste imprese rispecchia la centralità della figura dell'imprenditore che le ha fondate, nonché una scarsa complessità strutturale della funzione manageriale.

Questo tipo di imprese sono destinate ad affrontare presto o tardi il momento in cui il loro fondatore non sarà più in grado di proseguire l'attività e si dovrà gestire il trasferimento del frutto del proprio lavoro ai discendenti.

Il tema è di grande interesse e si arricchisce di un nuovo motivo di attenzione in questo momento di crisi economica, poiché il passaggio generazionale potrebbe mettere a rischio ulteriori posti di lavoro, nonché disperdere il patrimonio di conoscenze, di capacità manuali, di tradizioni, di legami con il territorio rappresentati dalle aziende italiane.

In realtà l'imprenditore ha a disposizione diverse soluzioni e diversi strumenti di diritto per regolare questa fase dell'attività di impresa, modulabili a seconda delle specifiche esigenze.

Si darà pertanto una breve panoramica, senza pretesa di esaustività, di alcuni di questi strumenti giuridici applicabili alla situazione descritta.

Nel caso in cui gli eredi intendano subentrare nell'esercizio dell'impresa, una delle esigenze che potrebbe sorgere è quella di mantenere unitaria la titolarità dell'azienda al momento della successione ereditaria dell'imprenditore. Qualora l'imprenditore sia titolare di una impresa individuale, i beni facenti parte dell'azienda al momento della successione confluirebbero nella massa ereditaria e potrebbero potenzialmente entrare nella comproprietà di diversi soggetti, oppure, se già attribuiti a qualcuno degli eredi per la continuazione dell'attività, tale disponibilità potrebbe venire meno. Dall'altro lato, qualora l'impresa fosse organizzata in forma di società di capitali, il fenomeno successorio potrebbe portare la frammentazione della titolarità della partecipazione sociale di controllo della società.

Il patto di famiglia

Con riferimento a questi casi, già da alcuni anni è stato introdotto nel codice civile italiano, all'art. 768-bis, un nuovo istituto, il patto di famiglia, con il quale l'imprenditore può regolare il passaggio della titolarità dell'impresa, "sottraendolo" alle comuni regole successorie.

Si tratta di un vero e proprio contratto tra l'imprenditore e tutti i suoi eredi legittimi, con il quale il primo trasferisce a determinati eredi l'azienda o la partecipazione sociale in modo da permettere la prosecuzione dell'attività d'impresa. Gli eredi non beneficiati, se non intendono rinunciarvi, hanno diritto alla liquidazione, da parte degli assegnatari, del valore della quota ereditaria rinunciata. Il vantaggio del patto di famiglia consiste nel fatto che il patrimonio dell'imprenditore attinente all'esercizio dell'impresa può essere trasferito in un "blocco unitario" mantenendone l'unitarietà e sottraendola alle sorti della successione ereditaria.

Trust

Un altro interessante strumento, non di diritto italiano ma ormai riconosciuto anche nel nostro ordinamento, è il trust. Con tale istituto un determinato soggetto (disponente) può conferire nel trust alcuni beni, ad esempio anche un'azienda o una società, in modo che vengano amministrati da un altro soggetto (gestore o trustee) in favore di determinati soggetti (beneficiari) ed in perseguimento di uno scopo fissato dal disponente. L'effetto principale del trust consiste nel fatto che i beni in esso conferiti divengono una massa distinta rispetto ai beni residui del disponente, del gestore e dei beneficiari, per cui non potranno essere aggrediti dai creditori di questi soggetti. Il gestore non confonde il proprio patrimonio con i beni del disponente, bensì egli ha diritto di gestire e disporre nell'interesse del beneficiario, senza però rischiare che i beni del trust siano aggrediti né da creditori propri, né da creditori dello stesso costituente. Nell'istituzione di un trust per il passaggio generazionale dell'impresa potrebbe venire affidata al gestore la proprietà dell'impresa, o meglio la gestione della proprietà, permettendo anche in questo modo di mantenere l'unità della titolarità dell'impresa.

Holding finanziarie di famiglia

Un'altra soluzione idonea a realizzare i passaggi generazionali nelle imprese familiari, salvaguardando il patrimonio e dirimendo i conflitti legati al loro controllo, può essere la costituzione di una società holding (finanziaria di famiglia) che permette di risolvere le questioni derivanti dalla parcellizzazione dei diritti sociali, strategie divergenti e contrapposizioni fra soci, che potrebbero porre a rischio l'avviamento e la continuità aziendale delle imprese.

Attraverso la costituzione di una siffatta società sarebbe possibile separare la parte operativa dell'attività di impresa da quella gestoria, nonché dalla proprietà di eventuali immobili, modulando sia l'investimento iniziale dei soggetti che subentrano nello svolgimento dell'attività di impresa, sia il controllo dell'attività da parte dell'imprenditore uscente.

Fondo patrimoniale

Da ultimo si cita la possibilità di costituire un fondo patrimoniale, attraverso il quale il patrimonio, anche personale, dell'imprenditore, assoggettato alla garanzia illimitata per le obbligazioni contratte nell'esercizio dell'attività commerciale, può essere "segregato" da quella porzione dello stesso mantenuta a tutela dei bisogni della famiglia o destinata alla soddisfazione degli eredi legittimari non "investiti" del governo dell'impresa.

Come questa breve esposizione mette già in luce, le soluzioni possono essere molteplici e modulabili a seconda di qualsiasi esigenza ed a qualsiasi tipo di organizzazione sia stata scelta per lo svolgimento dell'attività di impresa.

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